L'INTITOLAZIONE
DEL LICEO
SCIENTIFICO DELL'AQUILA
Particolarmente
interessante è la tormentata pratica legata all'intitolazione del Liceo
Scientifico. Nell'ottobre 1935, su iniziativa personale del Preside di allora,
era stato chiesto che il Regio Liceo Scientifico dell'Aquila fosse intitolato a
Guglielmo Marconi. Prima di concedere l'autorizzazione, il Ministero aveva
chiesto il consenso allo stesso Marconi, che lo aveva infine accordato. Alla
fine del '35 il Collegio dei Professori aveva deciso coerentemente di esporre in
presidenza un quadro ad olio di S.E. Marconi, dandone l'incarico di esecuzione
al prof. Giampaoli.
Sennonché, approfittando
del difetto di forma della richiesta iniziale (era mancata, a termini di legge,
una regolare deliberazione del collegio dei docenti), il Consiglio dei
Professori riunitosi il 12 marzo 1937 per la prima volta su convocazione den
nuovo Preside Dell'Olio, chiese alle Autorità competenti di poter modificare
l'intitolazione "poiché nessun
diretto rapporto si ravvisa tra l'immensa personalità dell'illustre scienziato
ed una scuola media di Aquila (...) e poiché al nome di S.E. Guglielmo Marconi
è già intitolato il R.Liceo Scientifico di Parma".
Si sosteneva invece
l'opportunità di scegliere il nome di qualche illustre conterraneo e si
proponeva "con commossa
entusiastica unanimità" quello del Comandante Andrea Bafile,
Medaglia d'Oro della Grande Guerra. La proposta era rafforzata dalla circostanza
che Andrea Bafile era stato alunno (conseguendovi la licenza nel 1896) della
soppressa Sezione Fisico-matematica del Regio Istituto Tecnico dell'Aquila,
della quale il Liceo Scientifico era continuazione e sviluppo.
Essendo peraltro ancora
vivo il Marconi (morirà il 20 luglio '37), il Podestà dell'Aquila rispondeva
il 18 marzo, sottolineando la scorrettezza che si sarebbe compiuta nei confronti
dello scienziato :"In tale stato
di cose sembra oltremodo imbarazzante, se non impossibile, da parte del Comune,
e più ancora da parte del Ministero, revocare ed annullare l'autorizzazione, già
richiesta ed accordata."
La scomparsa dello
scienziato tolse le Autorità dall'impaccio, se è vero che già nel settembre
'37 la pratica bloccata riprese velocemente il suo cammino. Nel luglio '38, nel
comunicare all' avvocato Ubaldo Bafile (fratello dell'Eroe), l'avvenuta
approvazione dell'intitolazione da parte del Ministero dell'Educazione
Nazionale, il preside Dell'Olio scriveva :"Consapevole dell'onore che alla scuola è conferito e della
responsabilità di cui essa si grava, posso assicurarVi che il nome glorioso non
sarà mai considerato come estrinseco decoro o come astratta memoria, ma opererà
nella coscienza degli Educatori come legge vivente ed agirà come modello
concreto sullo spirito dei giovani. D'ora innanzi Andrea Bafile sarà il Maestro
più vero e più profondo ai maestri e agli scolari di questo Liceo."
Il 17 maggio '39 il
"Bafile" riceve una folta scolaresca del R.Liceo Scientifico "F.Masci"
di Chieti in viaggio d'istruzione ad Aquila.
Un mese dopo, il 12 giugno,
il Liceo Scientifico di Chieti ricambia l'ospitalità in occasione del
pellegrinaggio a Bocca di Valle (Guardiagrele) presso la tomba di Andrea Bafile,
compiuto da studenti e docenti dello Scientifico e del Regio Convitto Nazionale
"D.Cotugno" dell'Aquila. Alla presenza dei Provveditori di Aquila e
Chieti, il docente di Religione, don Pietro Dionisi, cappellano militare,
ex-combattente pluridecorato della Prima Guerra Mondiale e centurione della
Milizia, celebra

Immagini della visita compiuta il 12 giugno 1939 da studenti
e docenti dello Scientifico e del Regio Convitto Nazionale "D.Cotugno"
dell'Aquila alla tomba di Andrea Bafile a Bocca di Valle (Guardiagrele).
Riportiamo qui di seguito
il testo integrale della delibera del Collegio dei Professori del Regio Liceo
Scientifico dell'Aquila con la quale, il 12 marzo 1937, fu deciso di intitolare
questa scuola ad Andrea Bafile :
Oggi
12 Marzo 1937 XV° alle ore 15, nella sala dei Professori si è riunito in
adunanza plenaria il Collegio dei Professori per deliberare il seguente ordine
del giorno:
"Titolo
dell’Istituto."
Alle
ore 15 il Preside dichiara aperta la seduta.
Presiede
il Preside Dottor Giuseppe Dell’Olio. Sono presenti tutti i Sigg. Professori.
Il
Preside espone la seguente relazione:
Come è noto, questo R° Liceo Scientifico manca di
un titolo, ed occorre, perciò, provvedervi.
E’ conservata agli atti una lettera del Sig.
Podestà di questo Comune (del 22 Ottobre 1935 XIII° N° 17292, pervenuta il 24
Ottobre 1935 N° 753) diretta al Preside di questo Istituto, nella quale è
detto "con nota 13 c.m. N° 4011 S.E. il Prefetto comunica che il Ministero
degli Interni autorizza ad intitolare al nome di S.E. Guglielmo Marconi codesto
R° Liceo Scientifico". Non risulta dagli atti di questo Istituto, né
dalla lettera del Sig. Podestà, a quale foglio di questa Presidenza essa
risponda.
Né risulta dal registro dei verbali delle adunanze
del Collegio dei Professori che questo si sia mai riunito per deliberare la
denominazione dell’Istituto da proporre a S.E. il Ministro dell’E.N.
Comunque, trattasi di una proposta forse verbale, fatta al Potestà dal Preside
del tempo, di propria personale iniziativa.
Al contrario, la circolare N° 35 del 31 Marzo 1928
VI° di S. E. il Ministero dell’E.N. dispone "che la proposta del nome di
cui si voglia insignire l’Istituto sia fatta dal Collegio plenario dei
Professori e sia sottoposta al parere del Podestà del Comune e del Prefetto
della Provincia".
Non essendosi seguita questa procedura, si deve
quindi ritenere la pratica come non iniziata, e si deve procedere, con la
presente adunanza, alla formulazione della proposta da sottomettere al parere
del Sig. Podestà e di S. E. il Prefetto e poi alla approvazione di S. E. il
Ministro dell’ E.N.
Premessa questa relazione il Preside sottopone al
Collegio le seguenti considerazioni:
Il Preside invita quindi i Professori a dire il loro
pensiero sulle considerazioni che ha esposte.
Il Collegio, ad unanimità, dichiara di condividere
pienamente i criteri indicati dal Preside.
Il Preside allora propone di dare a questo R° Liceo
Scientifico il nome del Comandante Andrea Bafile, della R.M. e ricorda ai
presenti i fatti più salienti della vita di Lui.
Nato a Monticchio ( Aquila) il 7 ottobre 1878,
frequentò dal 1892
Divenuto Ufficiale della R. Marina, dette prove
molteplici e mirabili, in pace e in guerra, di audacia e di disprezzo del
pericolo. Nel 1913, essendosi sviluppato un incendio nei locali di deposito di
nafta a bordo del R. Esploratore "Quarto", riuscì a salvare la nave e
l’equipaggio; ebbe
Durante la grande Guerra cercò il rischio nelle
imprese più audaci, volontariamente rinunziando agli Uffici di alta
responsabilità ma di sicura immunità dal pericolo, più volte affidatigli, e
non solo preferì l’imbarco sulle siluranti, ma prese anche parte ad
arditissimi voli di Guerra. Nella notte fra il 4 e il 5 Ottobre 1917 partecipò
con Gabriele D’Annunzio al volo su Cattaro, e riportò
Abbattutasi sulla Patria la sciagura di Caporetto,
"questo eroe sobrio e taciturno non fu più veduto sorridere" (cfr.
D’Annunzio: "Per l’Italia degli Italiani" pag. 35 e segg.),
"nemmeno agli scherzi più rumorosi delle mense da campo" ( cfr.
Maffio Maffi "La riscossa navale dal Piave a Premuda" pag. 125 e segg.).
Aveva riportato nel volo su Cattaro il distacco
della retina di un occhio; rinunziò all’Ufficio in Venezia, cui era stato
adibito, e superando con l’insistenza l’ostacolo della sua infermità
oppostogli dal superiore Comando, ottenne di essere inviato sul Piave al Comando
di un Battaglione del Reggimento "San Marco" (cfr. Antonio Giordani
"Il Reggimento San Marco" cap. X). Essendo stata ordinata una azione
offensiva sulla sponda sinistra del basso Piave, per il giorno 11 marzo, volle
nella notte precedente esplorare personalmente il terreno occupato dal nemico e
sul quale il suo reparto avrebbe dovuto operare, per rendere ai suoi uomini meno
grave il rischio e alla Patria più certa la vittoria. Partì con quattro uomini
dalle nostre trincee più avanzate, traversò il Piave a bordo di un sandalo, e
appena ebbe posto il piede sulla sponda nemica, irta di ferro spinato e di
mitragliatrici, si inginocchiò, raccolse un pugno di terra, la baciò, poi la
fece baciare ai suoi uomini dicendo: " E’ terra nostra che bisogna
riconquistare". Si pose in tasca la terra raccolta, si rialzò ed eseguì
la ricognizione. Dopo un’ora, mentre si accingeva a tornare fra le nostre
linee, si accorse che uno dei suoi uomini mancava, smarritosi nella notte. Non
volle abbandonarlo tra le linee nemiche, tornò indietro, lo cercò e lo
rinvenne; ma intanto fu scorto dal nemico e fu fatto oggetto di un fuoco
violento di fucileria, di mitragliatrici e di bombe a mano. Riuscì tuttavia a
imbarcarsi con i suoi uomini e a toccare la sponda destra del fiume, ma in
questo punto, fu colpito al fianco, insieme con un marinaio, da una raffica di
mitragliatrice. Al posto di medicazione volle che il marinaio fosse curato prima
di Lui, mentre Egli sentendosi mancare, riferiva frettolosamente al Comandante
di Reggimento i dati acquisiti nella ricognizione.
Al medico che lo svestiva, accennò il pugno di
terra rimasto nella tasca della sua giubba, sorridendo e spirò; sorrise per la
prima volta dopo la sciagura della Patria, e fu quello il Suo ultimo sorriso.
Alla Sua memoria fu concessa
"Comandante di un battaglione marinai, mentre
preparavasi un’operazione sull’estrema bassura del Piave, volle
personalmente osare una arrischiata ricognizione tra i canneti e i pantani della
sponda sinistra, perché dallo strappato segreto delle difese nemiche traesse
maggior sicurezza la sua gente. Tutto vide e frugò e, sventato l’allarme, già
trovava riparo, quando notò la mancanza di uno dei suoi arditi. Rifece allora
da solo la via perigliosa per ricercarlo e scoperto poi dal nemico mentre
ripassava il fiume, e fatto segno a vivo fuoco, veniva mortalmente ferito.
Guadagnata la sponda destra del fiume in gravissime condizioni, conscio della
fine imminente, con mirabile forza d’animo e completa lucidità di mente
riferiva anzitutto quanto aveva osservato nella sua ricognizione e, dirigendo ai
suoi parole infiammate, atteggiato il volto a lieve sorriso che gli era
abituale, si diceva lieto che il suo sacrificio non sarebbe stato vano. E passò,
sereno qual visse, fulgido esempio delle più elette virtù militari, coronando
con gloriosa morte una vita intessuta di luminoso coraggio, di fredda,
consapevole e fruttuosa audacia, del più puro eroismo. Basso Piave, 11 marzo
1918".
E S. E. il capo di Stato Maggiore della R. Marina,
con gesto assolutamente nuovo e rimasto unico, ne partecipò la morte a tutte le
Autorità dipendenti con la seguente circolare:
Roma addì 24 marzo 1918
A tutte le Autorità
"La notte tra il 10 e l’11 marzo il
Comandante Bafile Andrea, nell’eseguire importante ed ardita ricognizione
nelle linee nemiche, cadeva mortalmente ferito sacrificando la sua esistenza per
Il Capo di Stato Maggiore - Revel –
Nel Settembre 1923 alla memoria dell’Eroe furono
tributate onoranze nazionali. A cura del Ministero della Marina
Il viaggio della Salma gloriosa rinnovò nei riti e
negli spiriti, la solennità e la commozione ond’era stata accompagnata a Roma
In un’arca di pietra, offerta dalla Marina
Militare italiana, nel mezzo di una cripta scavata nella viva roccia della
montagna, le Spoglie di Andrea Bafile sono ora meta di devoti pellegrini ed
oggetto di culto appassionato da parte di tutta
Esaurita la sua esposizione, il Preside invita i
Professori a dichiarare se accettano la proposta. Il Collegio la accoglie con
unanime, entusiastico consenso.
Il Preside annunzia, quindi, che se S.E. il Ministro
emetterà il relativo Decreto, il Liceo Scientifico, nella totalità dei suoi
Professori e dei suoi alunni si recherà in pellegrinaggio alla tomba di Andrea
Bafile, e che in quella occasione ed in quel luogo sarà benedetta
Su proposta dello stesso Preside il Collegio dei
Professori vota infine, l’ordine del giorno che qui di seguito si riporta:
ORDINE DEL GIORNO
-votato dal Collegio dei Professori del R° Liceo
Scientifico di Aquila, nell’adunanza plenaria del 12 marzo 1937 XV
Il Collegio dei Professori del R° Liceo Scientifico
dell’Aquila, convocato dal Preside in adunanza plenaria, a norma della Circ. n°
35 del 31 Marzo 1928 VI di S. E. il Ministro della E.N., oggi 12 Marzo 1937 XV,
per deliberare la proposta da trasmettere a S. E. il Ministro circa il Nome di
cui questo Istituto deve insignirsi;
udita la relazione del Preside Dottor Giuseppe
Dell’Olio;
aderendo pienamente alle considerazioni che egli ha
esposto sui criteri generali da seguire nella scelta;
accogliendo ad unanimità, con appassionato
entusiasmo e con ragionato consenso, la proposta avanzata da Preside e che
peraltro era già nei voti di tutti i Professori;
con la chiara certezza che nel Nome proposto si
riassume e si addita la somma di tutti gli umani e civili valori, che
considerando che il Nome proposto si appartenne ad
Uno che fu già alunno della soppressa Sezione Fisico-matematica del R°
Istituto Tecnico di Aquila, della quale il Liceo Scientifico è la continuazione
e lo sviluppo e che perciò in quel Nome si riassume e si esalta la tradizione
di questo Istituto;
consapevole di soddisfare il vivo desiderio ed il
giusto orgoglio della nobile gente d’Abruzzo;
Delibera
Di rivolgere istanza a S. E. il Ministro della E.N.,
dopo aver ottenuto il parere del Sig. Podestà di questo Comune e di S. E. il
Prefetto della Provincia, affinchè si compiaccia di decretare che questo R°
Liceo Scientifico assuma il Nome di
ANDREA
BAFILE
figlio di questa terra aquilana, epica figura di
Eroe ricca delle più alte virtù militari e della più profonda umanità,
decorato di Medaglia di bronzo, di Medaglia di argento, di Medaglia d’oro al
valor militare, caduto sul Piave l’11 Marzo 1918.
Alle ore 16,30 la seduta è tolta.
I Professori
firmati : Catignani, Urbani, Relleva, Eichhorn,
Rossi, Mori, Giampaoli, Di Meco, Dionisio, Chianese.
IL PRESIDE
firmato: Dell’Olio
L’Aquila 12 Marzo 1937 XV°
Il giorno stesso, con la
lettera qui riportata integralmente, il Preside Dell'Olio informava l'avvocato
Ubaldo Bafile dell'avvenuta deliberazione del Collegio dei Professori :
Ho l’onore di dare notizia a V.S. Ill.ma - con
carattere, per ora, strettamente riservato - che il Collegio dei Professori di
questo R° Liceo Scientifico, nell’adunanza plenaria di oggi, ha deliberato,
con commossa entusiastica unanimità, di chiedere a S.E. il Ministro della E.N.
il Decreto, che autorizzi questo Istituto ad insignirsi del Nome glorioso di
Andrea Bafile.
Compiego una copia del verbale dell’adunanza,
affinchè V.S. si compiaccia di rilevarne, e di accogliere come devoto omaggio
alla Memoria del Suo grande Congiunto, i sentimenti di profonda venerazione, di
appassionato orgoglio e di consapevole responsabilità con cui questo Liceo si
accinge a legare al Nome immortale la propria missione educativa.
Mi permetto infine di pregarLa, illustre Sig.
Avvocato, di accogliere la mia personale sincera devozione.
